Mario Sasso

Mario Sasso nasce a Staffolo, provincia di Ancona, nel dicembre del 1934, e presto si trasferisce con la sua famiglia nella vicina città di Jesi. Da ragazzo frequenta lo studio di alcuni pittori locali. Diciottenne va a Torino dove segue i corsi della Scuola di Grafica di Armando Testa.
Nel 1958 si trasferisce a Roma dove dipinge un nutrito ciclo di quadri informali e nel 1959 inizia a collaborare con la Rai Radiotelevisione Italiana, avviando un percorso di ricerca che lo porta ad affiancare alla pittura la progettazione grafica nei nuovi media elettronici della televisione.
Realizza la sigla di “Non è mai troppo tardi”, storica trasmissione che contribuisce all’alfabetizzazione di tanti italiani.
Nell’ottobre 1968, su incarico della Rai, va in Libia dove prende parte all’istituzione della locale Televisione nazionale e realizza una serie di quadri ispirati al mondo arabo.
Nei primi anni settanta, nello studio di via Oslavia, dipinge “Spazi chiusi – Spazi aperti”, un ciclo di quadri sul tema dell’inquietudine urbana, caratterizzati da un forte accento poetico e da una pittura divisionista sottratta all’ingrandimento fotografico, a cui Sasso fa esplicito riferimento.
Nel 1973 partecipa a Gualdo Tadino ad una esperienza di gruppo dal titolo “Immaginazione e potere”, con una scultura in plexiglass di grandi dimensioni.
Nel 1976 è presente alla rassegna d’arte “Tipologia topologia del figurativo” a Montauro di Cosenza.
Più tardi nelle sue opere scompare la figura umana, ma non la presenza dell’uomo, che popola intensamente, come un’attesa, le immagini del mondo abitato – i muri, le finestre – gli oggetti urbani molto ravvicinati – il pavè, i telefoni pubblici, le cassette postali – con inquadrature vicine al linguaggio della ripresa e del montaggio elettronico. Con questa produzione Sasso è alla Pinacoteca di Jesi con una personale dal titolo: “Sotto il pavè la spiaggia”.
Nel 1978 Sasso progetta il primo intervento luminoso di dimensione urbana, scrivendo con la luce, sul palazzo a vetri della Rai di viale Mazzini a Roma, in occasione dell’inaugurazione della terza rete televisiva. L’esperimento viene ripetuto più tardi sul palazzo dell’Eni all’Eur.
Nel 1980 alla libreria Il Ferro di cavallo di Roma tiene la prima del suo film – ambiente “Il risveglio dell’arte dalla morte”, che dà avvio alla sperimentazione tecnologica dell’artista, con una forte riflessione sul mondo della pittura. Successivamente Sasso rielabora elettronicamente, tramite un sintetizzatore, alcune immagini girate da un elicottero, che vengono poi stampate in cibachrome e poi esposte insieme a un ciclo di quadri dal titolo “Tra cielo e terra”, ad Ancona.
Nel corso degli anni Ottanta, la metropoli notturna diventa un pretesto per dipingere l’energia della luce, ora frammentata nell’unità luminosa del pixel; questo ciclo di quadri dal titolo “Pictogrammi-videogrammi”, viene esposto a cura di Vittorio Fagone che dell’artista dice: “Mario Sasso confrontandosi con il video e la pittura dimostra come possono utilmente intrecciarsi in un nodo le due storiepratiche; e tuttavia, senza che mai ne risulti confuso il filo continuo”.
Contemporaneamente progetta e realizza le prime sigle tridimensionali prodotte in Italia, quella del Tg2 nel 1984 e del Tg3 nel 1986, con musica di Brian Eno.
Nello stesso anno realizza un video sulla Gioconda di Leonardo, dipinto virtualmente al paintbox da Picasso, De Chirico, Kandinskij, Pollock e proiettato alla Biennale di Venezia, dedicata al tema Arte e Scienza, il quale successivamente diventa la sigla della rubrica d’arte di Rai Uno “Grandi Mostre”.
Il passaggio successivo della ricerca artistica di Sasso va verso l’astrazione dello stradario: “l’artista infatti estrapola dalle pagine gialle, che accompagnano l’elenco telefonico, alcune cartine topografiche della città di Roma e New York e le interpreta attraverso il ricorso ad una pittura gestuale (Achille Bonito Oliva)”; in questi quadri Sasso inserisce dei video a cristalli liquidi che contengono animazioni realizzate in computer grafica.
Nel 1990 progetta insieme all’architetto Mao Benedetto l’obelisco elettronico all’interno del quale scorrono le immagini tridimensionali del video “Le città continue” ispirato a “Le città invisibili” di Italo Calvino. Sempre nel 1990 tiene una personale alla Galleria Mollica di New York. Nello stesso anno studia per RaiSat un’innovativa impaginazione di rete, invitando gli artisti Baruchello, Canali, Nespolo, Luzzati, Plessi, Cucchi, Verde, Nam June Paik, Patella, Boetti e Studio Azzurro a presentare uno story board per realizzare dei count down di dieci secondi in cui il segno di ogni artista è abbinato ad un diverso genere televisivo.
Sempre per RaiSat realizza, con le musiche di Nicola Sani, il video “Footprint”, con cui vince la Nica d’oro al Festival d’Arte Elettronica di Linz.

Nel 1994 realizza una mostra personale al Lingotto di Torino con la Galleria Mara Coccia, a cura di Marco Maria Gazzano.
Gli anni Novanta sono per Sasso gli anni della ricerca elettronica, delle videoinstallazioni. Realizza “L’omaggio a Dziga Vertov”, “La stanza di Bacon”, “Le città continue” (Videocartoline) con cui partecipa a “Tridente Otto”, con una personale alla Galleria
Mara Coccia, a cura di Dario Evola. Realizza la “Torre delle Trilogie”, un monolite di sessanta monitors alto sette metri, sul tema della luce, dell’acqua e del colore, con musiche di Nicola Sani, ordinato dall’azienda iGuzzini Illuminazione, in cui l’artista sperimenta la tecnica del montaggio verticale, e con cui vince il premio Guggenheim.
La Torre viene successivamente esposta al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, nel padiglione italiano di Hannover 2000.
Sasso viene invitato a due edizioni della Quadriennale di Roma, al Siggraph di Los Angeles e alla Biennale di Kironio ad Atene.
Nel 1997 personale a Napoli, Galleria Franco Riccardo con “Frammenti metropolitani”.
Nel 1999 per il Concerto di Nicola Sani “Non tutte le isole hanno il mare intorno” al Teatro Pergolesi di Jesi, elabora tre videoinstallazioni in cui Ë previsto un coinvolgimento con il pubblico. Nel 2000, mostra personale alla Civica Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara, a cura di Silvia Bordini.
Ad Ancona nel 2002 realizza al porto una proiezione su un ventaglio d’acqua di notevoli dimensioni “La nuvola” dove con una speciale installazione idraulica, rimanda le immagini delle opere dei grandi maestri dell’arte marchigiani, a cui l’opera Ë dedicata. Nel 2003 mostra antologica al Premio Salvi di Sassoferrato, con installazioni
anche a Fabriano e Jesi.
Nel 2005 Bruxelles, mostra nella residenza dell’Ambasciatore d’Italia presso l’Unione Europea. Nel 2006 Sasso espone per la prima volta imsieme il ciclo “La ruota di Duchamp”, quattro videotape dedicati a Ingres, Bacon, Hopper e all’arte del Novecento, composti in una unica installazione a Fabriano nel portico della piazza cittadina, per il Premio Ermanno Casoli, in occasione della mostra su
Gentile da Fabriano. Nella stessa occasione realizza anche l’installazione della “Quadreria di Ritratti”. Nel 2007 Ë presente con una videoinstallazione alla mostra itinerante “Viaggio nell’Arte Italiana 1950/80” a cura di Maurizio Calvesi, Marisa
Vescovo e Lorenzo Canova.
Negli ultimi anni la pittura diventa prevalentemente digitale e il mezzo informatico contribuisce ad una sempre maggiore smaterializzazione delle immagini. La metropoli globalizzata si trasforma in galassia, e il quadro diventa oggetto, prendendo la forma di telo e di pacco. Con questa produzione Mario Sasso nell’aprile del 2008, espone alla gall.pH7 di Roma, una personale curata da Massimo Riposati. Nell’ottobre dello stesso anno a Sasso viene ordinata una mostra antologica al Museo d’Arte Contemporanea di Mosca organizzata da GLAZonART a cura di Annalisa Filonzi. La mostra viene documentata da un libro edito dalla Fondazione Volume, con un testo di Victor Misiano. Nel 2009 Mario Sasso riceve il premio città di Staffolo dove espone nella Chiesa di San Francesco, la video installazione “Trittico” a cura di Nicoletta Rosetti.
In settembre, la Fondazione Città Italia, lo invita con altri dodici artisti ad una mostra-evento, alla Triennale di Milano, dove gli elaborati vengono venduti ad un’asta in favore dei non vedenti. Nel 2010 è invitato a partecipare con una videoinstallazione alla Biennale di Carrara, a cura di Federica Forti. Nell’agosto dello stesso anno espone alcune installazioni sul tema della citt‡, nella palazzina Azzurra di San Benedetto del Tronto a cura di Giancarlo Bassotti.
Nel 2011 è invitato alla cinquantaquattresima edizione della Biennale di Venezia con una installazione video dedicata alle Avanguardie Storiche. Nello stesso anno il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, gli conferisce l’ordine di Cavaliere per meriti di lavoro.
Nel 2012 personale alla Galleria Mara Coccia, con due installazioni pensate in due tempi separati, dal titolo: “Collant”: la prima “Dove si incrociano le città” a cura di Silvia Bordini, la seconda “Frammenti morali
di contemporaneità” a cura di Annalisa Filonzi.

Mario Sasso was born in Staffolo in the province of Ancona, Italy in December 1934, and moved with his family to the nearby town of Jesi. As a boy he attended the studios of some of the local painters. When he was 18 he went to Turin, where he attended the School of Graphic Design directed by Armando Testa.
In 1958 he moved to Rome, where he painted a large series of informal paintings and in 1959 began working with RAI Italian Television, launching a career that led him to support the painting of graphic design in the new electronic media of television.
He realsied the theme song of “It’s never too late,” a historical programme that was important for the alphabetization of many Italians.
In October 1968, on behalf of RAI, he went to Libya, where he took part in the establishment of local and national television where he made a series of paintings inspired by the Arab world.
In the early Seventies, in the studio via Oslavia, he painted “Closed spaces – Open Spaces”, a series of paintings on the theme of urban disquiet, characterized by a strong poetic focus and pointillist paintings taken from magnified photographs.
In 1973 he participated in Gualdo Tadino to a group project entitled “Immaginazione e potere” (Imagination and Power) with a large sculpture in plexiglass.
In 1976 he was part of the art exhibition “Type topology of the figurative” in Montauro di Cosenza.
Later he stopped using the human figure in his work, but not the human presence. This lives intensely, as an expectation, in the images of the inhabited world – walls, windows – the urban objects very close together – the cobblestone, mobile public mailboxes – with shots close to the language of filming and editing electronic. With this production Sasso is the Pinacoteca di Jesi with a solo show titled: “Under the cobblestones of the beach.”
In 1978 he designed the first Sasso urban light intervention, writing with light on the glass building in Viale Mazzini RAI in Rome, for the inauguration of the third television network. The experiment was later repeated on the building of Eni Eur.
In 1980 the library ëThe Horseshoeí in Rome acquired one of his first films – environment “The awakening of art from death”, which starts from the technological experimentation of the artist, with a strong reflection on the world of painting. Subsequently, Sasso has reworked electronically, through a synthesiser, some footage shot from a helicopter, which were then printed in Cibachrome and then displayed together in a series of paintings titled “Between Heaven and Earth”, in Ancona.
During the 1980s, the city nights became an excuse to paint the energy of light, now fragmented into bright pixels. This series of paintings were entitled “pictograms-video recordings”. They were discussed by Vittorio Fagone: “Mario Sasso confronted the video and painting and demonstrates how they can usefully intertwine their two stories in a knot, and yet, without ever confusing the result as a continuous thread.”
Around the same time he designed and produced the first 3-D TV idents in Italy, for TG2 (1984) and TG3 (1986), with music by Brian Eno.
In the same year he produced a video about Leonardo’s Mona Lisa, painted virtually using the Quantel Paintbox, with images from Picasso, De Chirico, Kandinsky and Pollock. It was projected at the Biennale in Venice, dedicated to the theme of Art and Science, which later become the theme of a book of art by RAI Uno “Great Exhibitions”.
The next step in the artistic research of Sasso was abstraction of the Street Map. “The artist in fact extrapolates from the yellow pages, which accompanies the telephone directory, some topographic maps of the city of Rome and New York and interprets them through the use of gestural paintingî – Achille Bonito Oliva. In these paintings Sasso used part of the liquid crystal video that contained animations created in the computer graphics.
In 1990, together with the architect Mao Benedetto designs the electronic obelisk in which flow three-dimensional images of the video “Continuous cities” inspired by Italo Calvino’s Invisible Cities. Also in 1990, at the Galleria Mollica of New York. In the same year he studied for RaiSat an innovative layout of the network, inviting artists Baruchello, Canali, Nespolo, Luzzati, Plessi, Cucchi, Verde, Nam June Paik, Patella and Boetti e Studio Azzurro to present a story board to achieve the ten-second countdown in which the logo of every artist is combined with a different type of television.
Also for RaiSat he produced, with music by Nicola Sani, the video “Footprint”, which won the Golden Nica at Ars Electronica Festival in Linz.

In 1994 he had a solo exhibition at the Lingotto in Turin with the Mara Coccia Gallery, curated by Marco Maria Gazzano.
The Nineties were his years of research into electronics and video installations.
He made “Hommage to Dziga Vertov”, “Bacon’s Room”, “Continuous cities (video postcard)” with which he participated in “Tridente Otto”, with a solo show at Gallery Mara Coccia, curated by Dario Evola. He also makes the “Tower of the Trilogy “, a monolith of monitors 67 meters tall, with the theme of light, water and colour, with music by Nicola Sani, organised by the iGuzzini, in which the artist experimented with the technique of vertical mounting, and with whom he won the Guggenheim.
The Tower is subsequently exhibited at the Museum of Science and Technology in Milan, the National Gallery of Modern Art in Rome and in the Italian pavilion in Hanover in 2000.
Sasso was invited to two editions of the Rome Quadrienniale, at Siggraph in Los Angeles and at the Biennale of Kironio in Athens.
In 1997 with staff in Naples, Galleria Franco Riccardo with “Fragments metropolitan.”
In 1999 a concert with Nicola Sani “Not all islands have the sea around” at the Teatro Pergolesi in Jesi, presents three video installations in which there is an involvement with the public. In 2000, he had a solo show at the Civic Gallery of Modern and Contemporary Art of Ferrara, curated by Silvia Bordini.
In Ancona in 2002 he made, in the port, a large projection on the water “The cloud” with a special hydraulic installation, with images of the works of the great masters of Marche, to whom the work is dedicated. In 2003 he had a retrospective exhibition at the Premio Salvi Sassoferrato, with installations also in Fabriano and Jesi.
In 2005 he had an exhibition in Brussels at the residence of the Ambassador of Italy to the European Union. In 2006 he exhibited for the first time Sasso together the cycle “The wheel of Duchamp,” four videotapes dedicated to Ingres, Bacon, Hopper and the art of the twentieth century, made in a single installation in Fabriano in the porch of the town square, for the Award Ermanno Casoli, on the occasion of the exhibition of Gentile da Fabriano. At the same time he also creates the installation “Picture Gallery of Portraits.” In 2007 this is a video installation at the exhibition “Italian Journey in Art 1950/80” by Maurizio Calvesi, Marisa Vescovo and Lorenzo Canova.
In recent years, his painting has become predominantly digital and the medium contributes to an increasing dematerialisation of the images. The metropolis becomes a globalised galaxy, and the picture becomes an object, taking the form of sheet and package. With this production Sasso, in April 2008, exhibited at the gall.pH7 of Rome, a solo exhibition curated by Massimo Riposati. In October of the same year Sasso is given a retrospective exhibition at the Museum of Contemporary Art in Moscow organised by GLAZonART by Annalisa Filonzi. The exhibition is documented in a book published by the Foundation Volume, with a text by Victor Misianus.
In 2009, Mario Sasso was awarded the prize City of Staffolo, where he exhibited in the Church of St. Francis, the video installation “Triptych” by Nicoletta Rosetti.
In September, the Città Italia Foundation, invited him with twelve other artists to an exhibition-event, at the Triennale in Milan, where works were sold at an auction in support of the blind. In 2010 he was invited to participate with a video installation at the Biennale of Carrara, curated by Federica Forti. In August of the same year he exhibited some installations on the theme of the city, in the building of Riviera San Benedetto del Tronto by Giancarlo Bassotti.
In 2011 he was invited to the fifty-fourth edition of the Venice Biennale with a video installation dedicated to avant-garde art. In the same year the President of the Republic, Giorgio Napolitano, gives him the order of knight for his lifetime contributions.
In 2012, at the Galleria Mara Coccia, he exhibited two installations at separate times called “Tights” at “Where cross the city” curated by Silvia Bordini and “Fragments of contemporary moral” curated by Annalisa Filonzi.

Our research partners are:

© REWIND | Artists' video.