Croce, Giancarlo

Words from the artist:

GIANCARLO CROCE

“Per Giancarlo Croce (estensione di una
esperienza): note provvisorie per una
possibilita di lettura, tra realismo e simbolo.”

Credo che impostare un lavoro (un problema)
artistico nella situazione odierna consista
nella verifica dell’apparente dualismo, ma
immanente alla nostra cultura, rintracciabile
nello sdoppiamento di un’analisi mentale dei
processi dell’operazione artistica attualmente
disponibili.

Se uno scopo é rintracciabile e da
rintracciare (e il finalismo e ogni tipo non
ancora istituito di finalismo é dunque
canonico), esso consiste nello scoprire, o nel
riscoprire, e in modo manifestamente visuale,
enunciati linguistici alternativi, ma che
contengano, nella loro opposizione dialettica,
un’apertura infinita di fuoco concettuale e di
esposizione gnoseologica, ribaltato il primo
retrospettivamente nella distanza, retrocessa
la seconda nel peso e nell’incidenza, tutta
ipotecata, ancora in fieri: i nessi cioé, cifrati
per la fattispecie, tra le esperienze culturali
Opposte, sempre reversibili, al di la di ogni
definizione inevitabilmente limitativa, quale
che risulti 0 sia l’attributo del contenuto in
oggetto, In questo senso, e in questa
dimensione poli-valente – che é poi
auto-poli-valente – l’esperienza estetica deve
comprendere in sé e superare ogni
contraddizione (esempio forse il pid
appariscente, ma insieme sicuramente il pit
profondo e indicativo) dal giungere
continuamente ad una tabula rasa, e ogni

volta a ricominciare, dopo quella discussione,

rigorosamente da zero.

GIANCARLO CROCE

“For Giancarlo Croce (extension of a
experience): provisional notes for one
possibility of reading, between realism and symbol. ”

I believe that setting up an artistic job (a problem)
in today’s situation consists
in the verification of the apparent dualism, but
immanent to our culture, traceable
in the splitting of a mental analysis of
processes of the artistic operation currently
available.

If a purpose is traceable it gives
track down (and finalism and each type not
still set up of finalism is therefore
canonical), it consists in discovering, or in
rediscover, and in a manifestly visual way,
alternative linguistic sentences, but that
contain, in their dialectical opposition,
an infinite opening of conceptual focus and of
gnoseological exposition, the first overturned
retrospectively in the distance, relegated
the second in weight and incidence, all of them
mortgaged, still in the making: the links, that is, encrypted
in this case, among the cultural experiences
Opposites, always reversible, beyond all
inevitably limiting definition, which one
which results 0 is the attribute of the content in
object, In this sense, and in this
polyvalent dimension – which is then
self-polyvalent – the aesthetic experience must
understand in itself and overcome each
contradiction (example perhaps the pid
flashy, but definitely the pit together
profound and indicative) from coming
continuously to a clean slate, and each

time to start again, after that discussion,

strictly from scratch.

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